il colore dell’inquietudine

in divenire. la strada battuta dai colpi di mano. in divenire. l’ombra della luce posarsi sul fianco. in divenire. le foglie accostate ad un mucchio di sogni senza forma. in divenire. metamorfosi di una visione. ecco cosa c’è. tornare alla tradizione. il racconto da ripetere senza conoscere. in divenire. il soffio di schiuma che lascia la scia. essere qui. tra questa sorprendente varietà di forme. ed una, una soltanto. sa raggiungere gli angoli. e in essi le parole. e in essi i silenzi. e in essi. le curve e tutti i rischi. in divenire. la sensazione magica, di un magico vivere. e l’inquietudine. le donerà colore.

un pugno di versi

le mani tese. le matite appoggiate sul tavolo. appena aguzzate. i libri in pila. un colpo di vento. le parole che non sento. i fogli arsi dalla solita mano. il poco verde. dietro le spalle. punge le ali. scivola quel che resta. lo leggo nel volto ancora presente. il calore che avvolge le coperte. le sedie vuote. le buste vuote. un cartone che divide. i tempi diversi. coricarsi. i titoli dei film. fino alla fine. un pugno di versi. un pugno di nuovi versi è ciò che mi manca.

e poi, domani.

e nella nebbia. i fuochi si intravedono. si sente il vento trascinare le paure. lasciamole cadere. in questo nostro profondo ardore. il tempo, si il tempo ci saprà curare.

“Vengano infine le alte allegrie,
le ardenti aurore, le notti calme,
venga la pace agognata, le armonie,
e il riscatto del frutto, e il fiore delle anime.
Che vengano, amor mio, perché questi giorni
son di stanchezza mortale,
di rabbia e agonia
e nulla.”

(“vengano infine” di José Saramago)

il vento dentro.

i vuoti. le camere strette sopra le spalle. le foglie appese. le foglie disperse in un mare di miele. i lacci delle scarpe usati per legare i panni sporchi di un giorno senza sole. i volti persi. un comune silenzio. non comprendo. non comprendono. le parti del corpo lasciano il posto ai vecchi sentieri. il cuore che aspetta. il deserto che avanza. il tempo mi parla. mi sfiorano i rami dei cipressi piegati. il buio sovrasta le eliche. un giro intorno all’anima. la voglia di perdere il controllo. ma c’è sempre il vento dentro. il vento e le sue pareti. il vento e il suo corso. e le mie gambe diventano cemento.

lasciati avvicinare

tra le pietre. grandi e bianche. poggiate sulle spalle. il libro sfogliato dalle rondini che circondano gli estremi. in voli pindarici. veloci nei fori. e ancora fuori. la consolazione. il ristoro. il battito sciolto. possibile dimora. la torsione del corpo. le corde tese. il capo alzato verso la carta azzurra che ci sovrasta. le acque bianche. la tua carne. chiara, trasparente, perlacea. le mani. le tue mani. l’insolita pelle.

“lasciati avvicinare
lasciati sfiorare
sarò per te legno che arde e odora
lasciati avvicinare
lasciati sfiorare
avrò per te vino rosso che colora
rifugio che ripara
abbraccio che consola”

tra le tue braccia

tra le tue braccia. abbandonata poesia. si raccoglie. una rosa tra le onde.

” ne la nave
che si scuote,
con le navi che percuote
di un’aurora
sulla prora
splende un occhio
incandescente:
(il mio passo
solitario
beve l’ombra
per il Quais)
ne la luce
uniforme
da le navi
a la città
solo il passo
che a la notte
solitario
si percuote
per la notte
dalle navi
solitario
ripercuote:
così vasta
così ambigua
per la notte
così pura!
l’acqua (il mare
che n’esala?)
a le rotte
ne la notte
batte: cieco
per le rotte
dentro l’occhio
disumano
de la notte
di un destino
ne la notte
più lontano
per le rotte
de la notte
il mio passo
batte botte.”

(“batte botte” di dino campana)

dria

immerso in un verso. in una striscia di mare. in uno scorcio di sogno quotidiano. lo spiraglio per la corrente. nascono fiori in ogni parte del prato specchiato. sugli scogli. i diamanti nascosti. i mucchi di ricordi sospesi sopra la banchina. la mia vita in un pugno fragile. l’equilibrio inuguale. e mi perdo. il sole batte forte sul petto. a volte non mi lascia vedere. e allora torno indietro e mi riconosco. ma la nave sta per salpare. la nave sta per salpare. ed io, benché non sia un marinaio … non so aspettare… il mare saprà accogliere il mio vagare.

“e ‘nt’a barca du vin ghe naveghiemu ‘nsc’i scheuggi
emigranti du rìe cu’i cioi ‘nt’i euggi
finché u matin crescià da puéilu rechéugge
frè di ganeuffeni e dè figge
bacan d’a corda marsa d’aegua e de sä
che a ne liga e a ne porta ‘nte ‘na creuza de mä.”

(da “creuza de mä” di Fabrizio De Andrè)

dormi

ieri il toro, non è riuscito ad arrivare alla serie A. sarà per il prossimo anno. ne sono certo. soffriremo ancora un pò. ma il giorno ha comunque un colore diverso oggi. è successo qualcosa che lo ha tinto di te. dei risvegli insoliti ad un tempo, il primo, fatto di abbandoni. dormi.

“mentre dormi ti proteggo
e ti sfioro con le dita
ti respiro e ti trattengo
per averti per sempre

oltre il tempo di questo momento
arrivo in fondo ai tuoi occhi
quando mi abbracci e sorridi
se mi stringi forte fino a ricambiarmi l’anima

questa notte senza luna adesso
vola.. tra coriandoli di cielo
e manciate di spuma di mare
adesso vola [...]“

(da “mentre dormi” di max gazzè)

oggi.

c’è questo oggi. tutte le composizioni desiderate racchiuse dentro una scultura di diamanti. i contorni. le statue diverse e senza stile. intorno. arrotondate. non ben definite. non si distinguono. la mente attiva impegna la sua esistenza. ondeggiante. il ghiotto pasto. un solo sguardo. i polsi e i fianchi a coprire di letame il nudo tempo. il nostro. e poi crescere. voltarsi in ogni spazio per riconoscersi stabili nel disequilibrio. nuovo. tutto nuovo. oggi è così. domani ancora di più.

“e ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.
questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te. [...]“

(da “e ti vengo a cercare” di franco battiato)

in una versione fantastica dei CSI

love

la giusta direzione. audace e necessaria libertà. i soffi violenti che rubano il cuore. la bellezza. il corpo si muove. e non si trovano più le giuste parole.

“[...] and I’m only here
to bring you free love
let’s make it clear
that this is free love
no hidden catch
no strings attached
just free love
no hidden catch
no strings attached
just free love

i’ve been running like you
i’ve been running like you
now you understand why I’m running scared
now you understand why I’m running scared [...]”

(da “freelove” dei depeche mode)