tu sei unico
c’è che a volte, quando qualcosa accade, comprendiamo immediatamente che non poteva che accadere. come l’incontro con queste poche ma intense righe che sono capitate sotto i miei occhi qualche giorno fa. il percorso è sempre più lungo, ma affascinante. gli occhi nuovi sono la strada per percorrere strade nuove. dentro, il senso della vita si costruisce passo dopo passo. senza accelerazioni. vi consiglio di leggere attentamente gli spunti emersi nel dialogo con Pupi Avati, “L’adolescenza del nostro tempo” – incontro del 13 Giugno 2009.
vi riporto i dettagli estrapolati dalla mia lettura. il messaggio è fenomenale (non perdetevi l’aneddoto).
“… per riuscire ad avere un rapporto di interlocuzione che si fondi sulla reciproca fiducia la cosa più importante è esordire con delle dichiarazioni di debolezza… le persone più forti, più belle che ho conosciuto nella mia vita, sono sempre le persone che hanno ammesso i loro errori, che hanno sempre, in qualche modo, considerato i loro errori e le loro sconfitte come dei momenti di passaggio… il successo non ti insegna nulla. purtroppo si cresce nella sofferenza. quindi bisogna fare della sofferenza un momento di crescita e trasmetterlo anche alle persone chi si insegna…
… ognuno di noi è eccezionale, è un’anomalia particolare. ognuno di noi è qualcosa che prima non c’era e che poi non ci sarà, irrepricabile e unico. e il dovere di ognuno di noi è quello di dire chi siamo, come persone e non attraverso la massa… in questo paese c’è gente che riesce anche a farcela attraverso la passione, perché ciò vuol dire caparbietà, volontà, tenacia. però non c’è vocazione, non c’è talento….
… non disperarti se con la musica non è andata bene, perché avrai altre chance, il tuo talento è da qualche parte, la tua vocazione c’è. perché tu hai una specificità, che è il tuo io, ed è la cosa più preziosa che hai… questo paese è composto da un’infinità di persone straordinarie: non è vero che c’è solo gente pronta a fregarci… ma ci vuole qualcuno che dia fiducia per primo. è come quando si è innamorati, ci vuole qualcuno che dica ti amo per primo, se no si aspetta sempre l’altro e le storie d’amore non nascono mai”.
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che piacere essere se stessi quando lo si scopre e si sa dove andare…. quando si è tanto cercato invano di capire e si è tanto sbattuto la testa mille volte contro il muro finché non si capisce che quello era il muro sbagliato, che aldilà di quel muro non ci siamo noi, ci sono solo le nostre paure…. abbiamo il dovere esistenziale di sapere chi siamo, di scoprire la nostra vocazione…. di cambiare strada, non di sfondare il muro a testate…. le paure non vanno considerate, ci vuole coraggio per essere pienamente se stessi, un coraggio interiore, un coraggio che lo si deve dimostrare solo a noi stessi…. il coraggio dell’eroe non è quello di non avere paura, è quello di andare avanti nonostante la paura, sapere chi siamo davvero è la paura più grande, ancora non ne capisco il motivo, tutto mi fa pensare ad una frase riportata nel prologo del vangelo di Giovanni: “La luce splende sulle tenebre ma le tenebre non l’hanno accolta”… un’associazione che avviene dentro di me in maniera misteriosa ed intuitiva, non ne conosco ancora il nesso…..
aniela