io sono qui
l’arrivo delle feste mette sempre tanta allegria mischiata ad un sorso di malinconia. ed io il sorso lo tengo stretto a me, purché non faccia male. e così è. e mi domando… chissà dove sei. chissà cosa stai facendo. chissà a cosa stai pensando e se magari stai semplicemente vivendo. io sono qui nella mia stanza. che accade molto. che sembra come il mare.
- da tanto ero in mare, su oceani senza navi
cercando di sorridere ancora
finché i tuoi occhi canori e le tue dita
mi portarono alla tua isola
e tu canti:
“naviga verso di me, vieni da me,
lascia che ti abbracci
sono qui, sono qui
e aspetto di averti”[...] –
(dalla traduzione di “song to the siren” di Tim Buckley inserita in “margherita dolcevita” di Stefano Benni)
il passato ti avvolge nel suo caldo manto malinconico quando il futuro si scosta dalla tua pelle lasciandoti infreddolito… non sapere chi incontreremo domani e se incontreremo qualcuno domani è molto meno piacevole dell’aver perduto qualcosa che si è conosciuto… eppure non si può abbracciare il nuovo se non si è definitivamente abbandonato il vecchio… i pensieri non sono i veri vettori della realtà che si crea, non tutti i tipi di pensieri, o gli ipocondriaci morirebbero tutti delle loro malattie perennemente temute e costantemente pensate!!! qualcosa di più profondo agisce, un pensiero emotivo, non un pensiero ragionato, eppure è la paura che muove il pensiero dell’ipocondriaco… allora cos’è? di solito la paura allontana qualcosa di desiderato e avvicina qualcosa di temuto… e l’attrazione non viaggia nei canali del pensiero vigile e vogliso…. qualcosa di più profondo agisce ed io non so cos’è…questo meccanismo mi intimorisce, mi affascina e mi scuscita mille domande… le risposte ovviamente non le so!!!