la mia stanza
la mia stanza sarà diversa. me la immagino con più luce. pareti senza carta. calda. con gente che viene e gente che va. la mia stanza non saprei descriverla meglio, che un luogo per continuare a sognare. dove tutto è possibile. dove tutto è semplice. la mia stanza nel frattempo aspetta che io ci lavori su. la scala è pronta. lo staccaparati pure. un salto ancora. e quello che hai dentro diventa estetica. appare, diventa materia. il sole ormai non lo toglierà nessuno. la raccolta di scatole vecchie da riempire di fogli pieni di polvere. capiterà ancora. e ancora ci risveglieremo. la stanza è piena di ciò che è stato. fino ad ora. niente di più. che un colpo di rullo. e tanti pezzi messi diversamente insieme. io mi fermo qui. la musica va oltre. aldilà dei sensi che ognuno può dare allo spazio tra le pareti. e tu sarai sempre li. stavolta che guardi il mare. il primo colore.
ascoltiamo “my room” dall’album my room di cesare picco.
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buona visione del mare… lì, dalla tua stanza con la finestra rivolta a est sull’Adriatico sotto il Gran Sasso, dove il sole puntuale anticipa il giorno e dove la luna si diverte a giocare con le onde… quando spaziose nuvole inter-spaziate lasciano presumere la dimensione della lontananza…
fogli da buttare, fogli da conservare, cartoline, biglietti di auguri, fotografie, vecchie riviste e quant’altra cartaglia che non si è voluta buttare per nostalgia una vita può accumulare nella propria stanza…
la propria stanza è come la propria mente, non tanto come la propria vita… è lì che l’intimo si dispone in una oggettistica personale, dove tutto ciò che vuoi ti sia vicino ti è vicino… e se davvero si volesse dipingere una parete di un nuovo colore prima di passare la prima mano se appoggiamo un orecchio contro i muri, contro gli armadi, contro i libri scaffalati essi riecheggieranno le ultime parole dei nostri pensieri… allora si scontrerebbero colori neri con colori sgargianti, colori caldi con colori freddi, colori cupi con colori vividi, colori opachi con colori brillanti, e quanto più può produrre una mente in continua riflessione e continua produzione, incline alla tristezza ma rinnovata nel sempre nuovo entusiasmo per nuove prospettive…. ma alla fine un unico colore prevarrebbe: tutto il cromatismo variabile dell’azzurro….