Archive for April, 2010

impenetrabile

Friday, April 30th, 2010

“manteniamo il silenzio sull’impenetrabile e sull’irrazionale. Scendiamo mostrando il velo che non abbiamo mai alzato” (di F. Pessoa)

restiamo pure in silenzio. lasciamo che il vento porti via con se i nostri ardori. che culli il gesto del lento “amore” quello che non rapisce ma che fa sopravvivere. restiamo pure in silenzio, tra anime che attorno ci ricordano il giusto. facciamolo pure senza vedere. accontentandoci dei sogni eterni che non sapremo mai realizzare. sporgiamoci all’interno e guardiamo ciò che siamo. non saltiamo più. non ci innamoriamo più. il giorno stride ed appassisce ogni volta che un silenzio resta immobile e gela. restiamo pure fermi. raccogliamo il destino frenetico di un futuro solito. sapremo cosa succederà. lo sanno in tanti. la quiete estenuante ci avvolgerà, il triste colore del manto di ghiaia ci coprirà. ma questa non è vita. non è travolgersi ed essere travolti. non è il continuo movimento tra la gioia ed il dolore. allora stringiamoci forte. guardiamo gli angoli di un tavolo curvo sopra il piano per le esibizioni. i tasti scoscesi. la melodia appare soave. chiudiamo gli occhi. iniziamo a ballare.

oltre il pensiero

Thursday, April 29th, 2010

sento le mani tremare. i piedi di argilla si fondono alla spiaggia asciutta di un mattino ancora stellato. le fibre si distendono aspettando il nuovo impulso. il pensiero vola lontano. il giro intorno al cerchio non basta a sovrastare una convinzione. la vita è un brivido e fa tremare quando scarica la sua potenza dentro le tue vene. alberi in fila tranne uno. una strada percorribile. proprio quell’incrocio. dissesto lungo i bordi e pace e facilità al centro e poi più in là. dovremo barcollare per poter rimanere in equilibrio. gli occhi spalancati a nutrirsi di tutti i sapori, l’arcobaleno pronto, le trame del corso d’acqua che dall’alto ci cade addosso. i bicchieri tutti messi ad asciugare. l’onda ci ha travolto. non sappiamo cosa fare. batte il petto. le quattro cime sono state sciolte. ci si perde in un soffio di voce. tutte le storie. la mia azione non è visione. leggera sensazione di discrasia programmata. il rumore dell’eco che dall’orizzonte sembra pervenire. mi adagio. ho una estate da aspettare. sovrappensiero. chissà se si torna indietro da qua.

“sovrappensiero ti guardi vivere e ti incammini
puoi fare tante cose contemporaneamente
raggiungi alti livelli di comunicazione
raggiungi altri livelli di concentrazione
assisti ad una spiegazione (e ne alteri il contenuto)

sovrappensiero è arrivata una primavera
si va a un concerto e ci si perde[...]

la visione è un sovrappensiero,
le azioni non la rappresentano
e finchè sarò in vita, la mia morte sarà
un sovrappensiero [...]“

(da “sovrappensiero” dei bluvertigo)

in volo

Wednesday, April 28th, 2010

avvertire una sensazione di luoghi mancanti. c’è un momento in cui senti che è tempo di cambiare. poco. ma cambiare. come? andando via. prendere un aereo e allontanarsi dei giusti chilometri. giusti che superino frontiera. che riescano, come la riflessione, ad arricchirti di cose nuove. immagini, sapori, sguardi, comportamenti, strade, locali, musiche e poi chissà cosa. allontanarsi per qualche giorno, per non restare fermo quando fermarsi è avere sempre quello che trattiene. creare, inventare, correre e vedere, scendere e saltare. il giusto spazio per la giusta ricontaminazione. per non appesantire. per non restare ancorati ai soliti modelli. “ricurvo rotolo a terra. verso il fiume, ma non c’è il mare. ho scoperto di essere normale.” o sarà semplicemente la voglia di fare un viaggio e non pensare a niente….

in piedi

Tuesday, April 27th, 2010

non riesco a confondermi in questa palude di saggi senza visione. lasciarsi andare. scivolare giù. e poi guardarsi intorno e dirsi a voce bassa di non cadere più. ancora giù. in ginocchio sopra lo scoglio alto che segna il confine tra il navigabile e il gioco. ancora uno sguardo non proprio vicino. le parole. le mie paranoie. i miei film. le mie storie perdute senza finale. i miei sogni pillole di ottimismo velato. il giorno è caldo ed io con un maglione di lana. quasi a coprire il corpo da un raggio non pronto. alzarsi in piedi e poi.. ricominciare.

senza velo

Monday, April 26th, 2010

e se tu fossi qui con me. stasera. a raccontarmi una storia. arriverebbe l’alba. e il palmo di mano che giace sul petto. sul tavolo un libro mai letto. e se la terra diventasse cielo e i sogni le stelle di un passaggio senza velo. non arriverebbe mai la notte. a testa in sù. provare a guardare lo scorcio di altra vita. osare. costruire i disegni. colorare emozioni. inventare il resto. le spalle fanno ombra sulle paure. che spesso trovano coraggio e si posano come api sui fiori. a volte tornano. si accovacciano e gelano il corpo. e se tu fossi qui, con me, questa sera, tutto sarebbe diverso. semplicemente nuovo.

basta un verso

Friday, April 23rd, 2010

il puro andare e venire. le onde e i continui movimenti. verso e lontano. da cosa sembriamo essere, cosa siamo e cosa invece dovremmo essere. l’immagine su carta da cucina si ritrae. si accartoccia. il sale cade tra i piedi della sedia posizionata, per una volta, a capotavola. e se fosse il nostro posto. il cerchio delle possibilità racchiuso in una favola ancora da scrivere. cosa aspettiamo. le pagine sbiadite lasciate scorrere dal solito soffio che non ci appartiene. senza numeri. le mani bianche. un vaso di fiori. e il verso torna a riempire.

ora dentro

Thursday, April 22nd, 2010

dove voglio andare. in un luogo che non spenga mai i sogni che ho voglia di fare. dove voglio andare. in uno spazio in cui tutto è sempre possibile e i desideri non tardano a conquistare. dove le rondini preferiscono si fermare. le margherite abbellisco i selciati. riposano i ritagli di intuizioni. metterli insieme. comporre il collage di un fotogramma inconscio. il profilo di un ritorno. le fasi sospese di un treno in discesa. il candido incontro. lo scintillio racchiuso nelle gocce di rugiada che saltano da gambo a radice. sulle viole. sulle sponde. il solito odore. la strada di pietre. e il calore di un abbraccio mai uguale. rinasco. ora.

“[...] magari fuggire non e’ la soluzione
magari fuggire e’ una resurrezione
e’ come sfidare il niente
stare qui

io non so se ritornare
quale vuoto sia peggiore
se avro’ forza per trattare
se il mio compito e’ di stare
fuori o dentro [...]“

(da “fuori o dentro” di niccolò fabi)

la strada

Tuesday, April 20th, 2010

scrivere, scrivere, inventare, illudersi e sciogliersi al primo sole. tutti i barattoli vuoti seduti sopra la tavola imbevuta ancora d’acqua di mare. gocce piene. attraversate da immagini di destino. scrivere ancora. il filo di ferro che taglia il garage, i tuoi stracci. le ali aperte tra petali e foglie di uno stesso cornicione. non mettiamo il tetto qui. non ci piacerebbe per una vita intera. scrivere, spostare i barattoli sporchi per poterli asciugare. sale la febbre. e intanto brucia. il cadere scandito di un leggero presente.

“[...] tu cosa fai
quando ti crolla tutto dentro
tu cosa fai
quando ti esplode tutto dentro
scelgo la strada
scelgo la mia
voglia infinita
di illudermi e poi via

ma prima o poi la stessa febbre
la stessa ansia di poesia [...]“

[da “la strada” di giulio casale)

il cielo

Monday, April 19th, 2010

l’urlo lungo che accompagna una passione. (abbiamo vinto). la sera è lunga e con i “sanfona” ci ritroviamo a studiare il lavoro di una settimana. si sparge sempre un profumo di possibilità quando sono con loro. non sento età. dentro ti raccogli e insieme sprigioni la tua essenza. non esistono viaggi più lunghi di quelli che nascono dall’anima. non esistono incontri più veri di quelli che cerca la tua subconscia realtà. la musica. una canzone. i suoni e la loro folle magia. le parole che riposano in essa. non c’è niente intorno che possa valere un giorno con dentro la possibilità di trovarsi un sogno da dover realizzare. non c’è niente tra chi ci circonda che ci può fermare il senso che si spande in fondo ai nostri estremi. niente che non siamo noi. luce e ombra dei nostri istanti vissuti, distribuiti tra lunghi salti e improvvise risalite. una volta per terra. e ancora una. allora vedo il cielo nella solita strada che percorro ogni mattino, in ogni campo incolto che intravedo, in ogni volatile che sembra farmi strada. è dietro l’angolo del centro in cui vivo, è tra le persone che spesso incontro e tra quelle che in un giorno mi sovrastano, o si lasciano andare. è dentro le piccole cose, in ogni sguardo, i semplici gesti, la normalità. la semplicità. quell’ardente singhiozzo che si trova in ogni spicciolo spazio. quando lo porti con te. perché lo porti con te. il cielo.

di un deserto

Thursday, April 15th, 2010

quattro ruote da cambiare. la lettura spedita dell’ultimo manuale. i fari spenti. non so dove andare. non so cosa fare. il frenetico dare troppa importanza alle cose non mi lascerà volare. io vorrei volare. in questa stanza scelgo il volto dell’anima. ho rotto le mura. saprò ascoltare. il deserto risveglia il cuore. vedo alberi alti, foglie verdi da accarezzare, ali aprirsi tra i profili dei monti. è il senso. si posa dolce, il tuo respiro.