Archive for the ‘politica’ Category

per una notte

Monday, March 22nd, 2010

se potete, contribuite, io l’ho già fatto. CLICCAQUI.


e.mozione_ 3zo dettaglio

Sunday, October 25th, 2009

Come ultimo dettaglio, anche se con un pò di ritardo lo shock dell’innovazione…

“Il Partito Democratico deve darsi una cultura economica autonoma, indicare un credibile modello economico-sociale capace di sconfiggere l’egoismo che investe la vita civile e di entrare in sintonia con l’enorme vitalità presente nella società italiana. Si deve operare con decisione per la costruzione di un’idea di mercato che si diriga risolutamente nella direzione di uno sviluppo etico, sostenibile da un punto di vista ambientale, sociale e occupazionale. C’è la necessità di uno SHOCK DI INNOVAZIONE E DI LIBERALIZZAZIONE, con regole chiare ed efficaci, per eliminare cause e perpetuarsi di rendite di posizione di qualsiasi tipo e sbloccare risorse inutilizzate e capacità creativa e imprenditoriale. Liberalizzazioni e concorrenza sono decisive, ma devono accompagnarsi a politiche industriali e devono facilitare l’obiettivo di agganciare le nostre imprese ai nuovi driver dello sviluppo mondiale: le energie rinnovabili e le scienze della vita e della salute. Occorre inoltre rendere principi fondanti di ogni politica la responsabilità individuale e il merito, naturali interfacce di un’idea democratica dell’uguaglianza delle opportunità che si traduce nel mettere a disposizione di tutti sempre maggiori risorse, strumenti e diritti e nel rafforzare i legami di solidarietà all’interno della comunità. Solo così il riconoscimento anche economico dei meriti e delle capacità individuali non indebolisce il senso di appartenenza a una comune società, ma al contrario diventa nel sentire di tutti il mezzo collettivo per conseguire un maggiore benessere.”
(dalla Mozione MARINO candidato alla segreteria del Partito Democratico)

e.mozione_ 2do dettaglio

Friday, October 23rd, 2009

Il secondo spunto viene dall’altro candidato alla segreteria del PD nazionale Dario Franceschini. La qualità.

Finalmente la QUALITA’ e la CONOSCENZA…

“L’Italia dovrà puntare sulla qualità. L’economia di qualità basata sulla conoscenza è la strada indicata dall’Europa e adottata ormai anche dai paesi emergenti. L’Italia deve imboccare questa strada, e anzi primeggiare. L’economia di qualità fa leva sulle risorse delle persone contro l’egemonia del consumismo di massa, sull’utilità di uso dei prodotti piuttosto che sul loro valore di mercato e sulla loro ostentazione, che tiene conto della sostenibilità ambientale e di tutte le scelte e utilizza le conoscenze scientifiche per migliorare gli equilibri ecologici. Puntare sulla qualità indica una nuova direzione dello sviluppo, che supera l’idea della crescita quantitativa fine se stessa, dimostratasi spesso distorsiva e illusoria. Comporta un diverso modo di concepire il successo economico. Questo non può consistere solo nella crescita del Pil ma deve risultare da indicatori più complessi che misurino lo “sviluppo umano”: la qualità delle relazioni personali e dell’ambiente, la distribuzione delle ricchezze e delle opportunità, l’accesso ai saperi e alla mobilità sociale, le aspettative di vita, le possibilità effettive delle persone di realizzare le proprie aspirazioni. Nella nostra concezione la qualità economica si congiunge e si rafforza con la qualità sociale. La crescita si deve basare non sullo sfruttamento indiscriminato dei fattori produttivi, ma su una elevata qualificazione professionale del lavoro, su condizioni produttive e normative rispettose delle persone e delle comunità. Questi sono gli orizzonti con cui vogliamo che il nostro paese si misuri. Puntare sulla qualità significa puntare sull’eccellenza, sulla parte alta della filiera produttiva, dove contano di più la creatività e il capitale umano. SIGNIFICA INVESTIRE IN CONOSCENZA. Scuola, scuola, scuola e poi università, ricerca, innovazione, cultura. Significa valorizzare la capacità di produrre o di inventare cose che piacciono a un mondo voglioso di qualità.”
(dalla Mozione FRANCESCHINI candidato alla segreteria del Partito Democratico)

e.mozione _ 1mo dettaglio

Wednesday, October 21st, 2009

Prima del 25 ottobre, giorno in cui si voteranno le primarie per la scelta del segretario del PD nazionale, voglio regalarvi alcuni spunti di programma (tre per l’esattezza) che mi hanno particolarmente colpito.

Il primo spunto che voglio riportare riguarda la mozione “idea per il PD e per l’Italia”, con cui Pierluigi Bersani si è candidato a divenire il futuro segretario del Partito Democratico. C’è qualcosa di nuovo che si respira tra queste parole. Sperando che non restino solo parole, per il bene del nostro paese. …..si parla finalmente di ECONOMIA DELLA CONOSCENZA. il nostro futuro probabilmente. anzi…..

“Ci sono natura, storia e conoscenza nella crescita italiana.”
Curare l’ambiente in cui viviamo richiede un cambiamento di comportamenti, di priorità e di convenienze. Tutto ciò è anche occasione per nuovi investimenti e crescita economica. Una vera green economy è anche una green society, cioè in definitiva società della conoscenza: nuove produzioni e nuovi consumi, saperi e diffusione di tecnologie, formazione e buone pratiche. Per questo bisogna curare i preziosi giacimenti di ricerca scientifica e di produzioni culturali che contengono la principale ricchezza del Paese. E’ una sfida impegnativa, resa ancora più urgente dalla crisi climatica e che vede in prima fila nel mondo le forze democratiche.

Non partiamo da zero. Grazie ai governi di centrosinistra milioni di italiani hanno scoperto i vantaggi dei pannelli solari, del recupero edilizio e del risparmio energetico, mentre migliaia di piccole imprese si sono giovate con il programma Industria 2015 di filiere produttive per le energie rinnovabili, per la mobilità sostenibile, per i beni culturali e il “Made in Italy”. Ora è maturo un salto
di qualità: l’Italia può diventare un Paese all’avanguardia nell’utilizzo delle fonti rinnovabili e per il risparmio energetico e su queste basi si può assegnare al Mezzogiorno una missione di crescita tecnologica e di sviluppo economico. Tutto ciò implica il ritorno di efficienti politiche pubbliche per l’innovazione e lo sviluppo sostenibile. Sono indispensabili per sostenere la domanda interna di consumi collettivi e beni comuni, aumentare la richiesta di nuove tecnologie che non viene sufficientemente dal tessuto produttivo, migliorare la qualità dell’organizzazione sociale, ridurre la dipendenza energetica e in alcuni casi anche per riqualificare la spesa pubblica. Campo di applicazione ideale di tali politiche sono le città, i borghi e i territori italiani. LA BELLEZZA ITALIANA SI SPOSA CON LE PRODUZIONI IMMATERIALI DELL’ECONOMIA DELLA CONOSCENZA. E’ indispensabile una politica nazionale del territorio in grado di cogliere l’occasione: la cura del ferro nelle città, l’innovazione dell’industria edilizia verso bassi consumi, l’abbattimento delle emissioni di carbonio, politiche per la casa in affitto, le reti per le città digitali, la prevenzione dei rischi nell’assetto idrogeologico, politiche per l’agricoltura di qualità e la sicurezza degli alimenti, promozione del consumo responsabile. Sapendo che ci sono natura, storia e conoscenza nella crescita civile ed economica dell’ Italia.

(dalla Mozione BERSANI candidato alla segreteria del Partito Democratico)

unione

Friday, July 3rd, 2009

Stasera, per chi non lo sapesse, c’è un incontro-cena aperto a tutti i tesserati e simpatizzanti del PD del circolo di Martinsicuro (l’unico del nostro paese). Ordine del giorno è la riorganizzazione del partito e la linea politica da scegliere e seguire per il prossimo futuro. Io ci sarò, per ora come simpatizzante. Perché ci sarò? Innanzitutto perchè considero l’iniziativa lodevole. E poi perchè, ogni volta che vedo il video “riavvia il PD”, rimango meravigliato dal fatto che non è ancora cambiato niente, perché un anno dopo, purtroppo, siamo ancora qui, soprattutto a convivere tra dissidi ed egoismi, tralasciando il senso della vera missione di chi fa politica, ed io penso di non aver contribuito a cambiare le cose. L’aspettativa è che l’incontro di questa sera sia il primo passo verso la costruzione di un gruppo di lavoro che si stringa insieme, nessuno escluso, in modo nuovo per realizzare una visione, quella che più si sposa alla nostra realtà. Non c’è più tempo per alcuna divisione, ma c’è bisogno di unione.

Qualche giorno fa dal Lingotto, nuove e vecchie voci hanno iniziato a tracciare nuove strade….

“I cambiamenti non passano mai da un accordo, passano dal confronto”. (D.Franceschini)

“I contenuti devono essere il discriminante del confronto, non come siamo messi di fronte all’anagrafe. E attenzione a metterci in casa delle incrinature perché poi far tornare la solidarietà è difficile.” (P.Bersani)

“basta DS e Margherita”. (Pippo Civati)

“Che se c’è qualcuno che non crede che tutti, uomini, donne, omosessuali, hanno gli stessi diritti, possiamo chiedere a questo giro di lasciarlo a casa?” (Ignazio Marino)

e poi Debora Serracchiani che dice; “dobbiamo pensare a costruire una squadra, una classe dirigente che non si accontenti di vincere il congresso ma che vinca le elezioni”. Parla di una leadership collettiva. Ma spiega che ci vuole qualcuno tra i vecchi si faccia da parte e “che qualcuno invece assuma la responsabilità di un patto generazionale e dica: vi aiuto a diventare classe dirigente del 2013”.

Speriamo che questo confronto tocchi da vicino anche il mio paese, affinché si riesca a costruire una degna alternativa ad una amministrazione molto deludente. E’ giunto il tempo di ricominciare dall’emozione di fare politica, dall’emozione di fare del bene al nostro paese e alla nostra comunità. Un bene che va oltre ogni personalismo. Un bene che profuma soprattutto di passione, quella che serve per cambiare davvero.

il ricordo di enrico

Thursday, June 11th, 2009

“La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico.” - Enrico Berlinguer -

enrico

Wednesday, June 10th, 2009

domani – 11 giugno – vogliamo ricordare il grande Enrico, venticinque anni dopo la sua morte. vi propongo alcuni spunti del suo discorso fatto ai giovani nel 19ottantadue a milano. nel video successivo potete vedere e ascoltare il suo ultimo discorso a padova il 7 giugno dell’84.

“[...] nuove risorse d’energia sono state scoperte ed esse sono tali da poter annullare nel futuro l’incubo della fine delle risorse non riproducibili. Sono stati inventati modi nuovi di trarre energia da risorse riprodotte, a cominciare dall’energia solare [...]

[...] il processo di liberazione dei popoli si è fondato sopra il risveglio delle coscienze individuali di centinaia di milioni, di miliardi di uomini. la partecipazione alla lotta non solo accende gli animi, ma li dispone alla conoscenza, rendendoli protagonisti attivi di un processo di mutazione. non per caso la volontà dei conservatori e dei reazionari di ogni latitudine e di ogni stampo, è innanzitutto quella di tenere, o di rendere, passivi e conformisti le donne e gli uomini, ma innanzitutto le giovani generazioni [...]

[...] contemporaneamente, l’uso irragionevole delle nuove tecniche e uno sviluppo quantitativo imponente, ma incontrollato ha già determinato non solo la possibilità, ma la minaccia concreta di rovine ecologiche gravissime e irreparabili. L’allarme lanciato da alcuni tra i maggiori studiosi contemporanei avverte sull’esistenza di danni crescenti per le acque – i fiumi, i laghi, i mari – e per l’aria che respiriamo, per l’atmosfera e per la troposfera che circonda la Terra [...]

[...] si aumenta costantemente il loro patrimonio di informazione, ma contemporaneamente non si riesce ad assicurare ai giovani un tempestivo ingresso nel mercato del lavoro. di qui nasce una condizione che non è certo più quella, almeno nella maggior parte dei casi, dell’estrema indigenza, (com’era ancora nell’Italia che usciva dal fascismo), ma è sicuramente una condizione di frustrazione profonda, causa non certo unica, ma non ultima di tante forme di sbandamento [...]

[...] non è dunque il sistema delle libertà democratiche che determina i guasti e le contraddizioni della società in cui viviamo, ma la incapacità di saldare libertà, giustizia ed efficienza [...]

[...] noi riscopriamo proprio così l’esigenza del socialismo inteso come sforzo per una direzione consapevole e democratica dei procesi economici e sociali, fondata sulla difesa e la pienezza di tutte le libertà. ci si risponde che il socialismo come lo pensiamo noi non esiste e che quindi si tratta di una parola vuota. quando iniziarono le prime rivoluzioni liberali le costituzioni democratiche non esistevano, ma non per questo parole come DEMOCRAZIA e COSTITUZIONE erano parole vuote[...]”

[...] il problema che dobbiamo porre a noi stessi e a tutti è come si possono affrontare contraddizioni che rasentano ormai l’assurdità – tra abissi di miseria e culmini di ricchezza, tra spreco degli armamenti e bisogni elementari insoddisfatti, tra potenzialità del sapere e meschinità della conduzione politica senza porsi l’obiettivo di una trasformazione degli attuali sistemi di rapporti tra gli uomini e di una guida più razionale e più democratica dei processi economici e sociali sul piano nazionale, europeo e mondiale [...]

[...] la prima, essenziale, semplice verità che va ricordata a tutti i giovani è che se la politica non la faranno loro, essa rimarrà appanaggio degli altri, mentre sono loro, i giovani, i quali hanno l’interesse fondamentale a costruire il proprio futuro e innanzitutto a garantire che un futuro vi sia [...]“

- leggi l’intero discorso di Enrico Berlinguer (Milano 1982 – Discorso ai Giovani) -

PRIMA PARTE DELL’ULTIMO DISCORSO DI ENRICO BERLINGUER

SECONDA PARTE DELL’ULTIMO DISCORSO DI ENRICO BERLINGUER

sperare e andare oltre

Tuesday, June 9th, 2009

non sarei in grado di scrivere altro. oggi. io continuo a sperare. soprattutto ora. e debora mi aiuta a farlo.

“[...] la verità e che in questi pochi mesi di vita del partito democratico almeno io ho avuto la netta impressione che l’appartenenza al nuovo partito fosse sentita molto di più dalla base che dai dirigenti [...]“ (debora serracchiani)

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

la malinconia e la nave che ancora non c’è

Tuesday, May 26th, 2009

non conosco la malinconia, ritengo che sia il desiderio di qualcosa che non è mai esistito e che ci illude di poter dimenticare le nostre angosce” (Chuck Palahniuk)

è questo quello che sento, un forte colpo al cuore, lo stimolo sempre pronto per lasciarmi respirare. dimenticare, appartenere, scegliere e poi a volte decidere. dopo aver sbaragliato la “non vita” che come zavorra ti porti dietro e spesso ti carichi senza saperlo o per troppa buona fede. continuano i passi scanditi verso la nuova visione, ancora qualche sasso e poi, almeno questo cerchio, sarà compiuto.

in più voglio metterci anche un pò di colore. dall’ultimo editoriale di Scalfari su Repubblica:” l’altra sera, in una trasmissione televisiva, mi sono imbattuto prima di cambiar canale in Borghezio e nella Santanchè. Dico la verità: dopo averli ascoltati m’è venuta la voglia di espatriare”. io personalmente concordo e aggiungo… ancora di più perchè dall’altra parte non mi sembra ci si stia dando da fare per costruire una vera e forte alternativa progressista, riformista e laica. mi sembra tutto molto uguale. qualcuno semplicemente sembra saper urlare di più. attendiamo, attendiamo fino a quando non sentiremo sempre più forte il rumore dell’ultima nave. allora lì cominceremo a respirare.

“…nevermind, what was in anyway…
..soot me over / feel me naked
soot me over / feel me escape…
…boys go to jupiter to get more stupider
girls go to mars, become rock stars[...]“

(da nevermind dei sonic youth)

la nuova stagione

Tuesday, January 20th, 2009

oggi è un giorno speciale per il mondo intero. il mio pensiero torna a Rosa Parks, una sarta di Montgomery, nell’Alabama, che stanca per una giornata di duro lavoro, prese l’autobus, sedendosi dalla parta vietata e rifiutandosi di cedere il posto a un passeggero bianco. fu arrestata. da quel momento il mondo è cominciato a cambiare.

(Aretha Franklin canta al funerale di Rosa Parks)

benvenuto presidente!