Archive for the ‘sentieri’ Category

quel qualcosa

Tuesday, July 27th, 2010

il vento aiuta il flusso dei pensieri. la fetta di tempo in cui si scalda il nostro corpo. in cui le strade battono colpi sui piedi scalzi. il vento trascina le cose. le foglie ancora verdi lasciano vedere il dorso. il verde melograno. la terra che apre le sue braccia. gli arditi vuoti. finalmente la visione del vuoto. del non confondere il fine con il mezzo. errore fatale. non esistono vittorie. non esistono sconfitte. se non esistono ossessioni e desideri. ma il pensiero amorevole per qualcosa. quel qualcosa accadrà.

il colore dell’inquietudine

Wednesday, June 30th, 2010

in divenire. la strada battuta dai colpi di mano. in divenire. l’ombra della luce posarsi sul fianco. in divenire. le foglie accostate ad un mucchio di sogni senza forma. in divenire. metamorfosi di una visione. ecco cosa c’è. tornare alla tradizione. il racconto da ripetere senza conoscere. in divenire. il soffio di schiuma che lascia la scia. essere qui. tra questa sorprendente varietà di forme. ed una, una soltanto. sa raggiungere gli angoli. e in essi le parole. e in essi i silenzi. e in essi. le curve e tutti i rischi. in divenire. la sensazione magica, di un magico vivere. e l’inquietudine. le donerà colore.

un pugno di versi

Monday, June 28th, 2010

le mani tese. le matite appoggiate sul tavolo. appena aguzzate. i libri in pila. un colpo di vento. le parole che non sento. i fogli arsi dalla solita mano. il poco verde. dietro le spalle. punge le ali. scivola quel che resta. lo leggo nel volto ancora presente. il calore che avvolge le coperte. le sedie vuote. le buste vuote. un cartone che divide. i tempi diversi. coricarsi. i titoli dei film. fino alla fine. un pugno di versi. un pugno di nuovi versi è ciò che mi manca.

e poi, domani.

Wednesday, June 23rd, 2010

e nella nebbia. i fuochi si intravedono. si sente il vento trascinare le paure. lasciamole cadere. in questo nostro profondo ardore. il tempo, si il tempo ci saprà curare.

“Vengano infine le alte allegrie,
le ardenti aurore, le notti calme,
venga la pace agognata, le armonie,
e il riscatto del frutto, e il fiore delle anime.
Che vengano, amor mio, perché questi giorni
son di stanchezza mortale,
di rabbia e agonia
e nulla.”

(“vengano infine” di José Saramago)

il vento dentro.

Tuesday, June 22nd, 2010

i vuoti. le camere strette sopra le spalle. le foglie appese. le foglie disperse in un mare di miele. i lacci delle scarpe usati per legare i panni sporchi di un giorno senza sole. i volti persi. un comune silenzio. non comprendo. non comprendono. le parti del corpo lasciano il posto ai vecchi sentieri. il cuore che aspetta. il deserto che avanza. il tempo mi parla. mi sfiorano i rami dei cipressi piegati. il buio sovrasta le eliche. un giro intorno all’anima. la voglia di perdere il controllo. ma c’è sempre il vento dentro. il vento e le sue pareti. il vento e il suo corso. e le mie gambe diventano cemento.

lasciati avvicinare

Thursday, June 17th, 2010

tra le pietre. grandi e bianche. poggiate sulle spalle. il libro sfogliato dalle rondini che circondano gli estremi. in voli pindarici. veloci nei fori. e ancora fuori. la consolazione. il ristoro. il battito sciolto. possibile dimora. la torsione del corpo. le corde tese. il capo alzato verso la carta azzurra che ci sovrasta. le acque bianche. la tua carne. chiara, trasparente, perlacea. le mani. le tue mani. l’insolita pelle.

“lasciati avvicinare
lasciati sfiorare
sarò per te legno che arde e odora
lasciati avvicinare
lasciati sfiorare
avrò per te vino rosso che colora
rifugio che ripara
abbraccio che consola”

tra le tue braccia

Wednesday, June 16th, 2010

tra le tue braccia. abbandonata poesia. si raccoglie. una rosa tra le onde.

” ne la nave
che si scuote,
con le navi che percuote
di un’aurora
sulla prora
splende un occhio
incandescente:
(il mio passo
solitario
beve l’ombra
per il Quais)
ne la luce
uniforme
da le navi
a la città
solo il passo
che a la notte
solitario
si percuote
per la notte
dalle navi
solitario
ripercuote:
così vasta
così ambigua
per la notte
così pura!
l’acqua (il mare
che n’esala?)
a le rotte
ne la notte
batte: cieco
per le rotte
dentro l’occhio
disumano
de la notte
di un destino
ne la notte
più lontano
per le rotte
de la notte
il mio passo
batte botte.”

(“batte botte” di dino campana)

dria

Tuesday, June 15th, 2010

immerso in un verso. in una striscia di mare. in uno scorcio di sogno quotidiano. lo spiraglio per la corrente. nascono fiori in ogni parte del prato specchiato. sugli scogli. i diamanti nascosti. i mucchi di ricordi sospesi sopra la banchina. la mia vita in un pugno fragile. l’equilibrio inuguale. e mi perdo. il sole batte forte sul petto. a volte non mi lascia vedere. e allora torno indietro e mi riconosco. ma la nave sta per salpare. la nave sta per salpare. ed io, benché non sia un marinaio … non so aspettare… il mare saprà accogliere il mio vagare.

“e ‘nt’a barca du vin ghe naveghiemu ‘nsc’i scheuggi
emigranti du rìe cu’i cioi ‘nt’i euggi
finché u matin crescià da puéilu rechéugge
frè di ganeuffeni e dè figge
bacan d’a corda marsa d’aegua e de sä
che a ne liga e a ne porta ‘nte ‘na creuza de mä.”

(da “creuza de mä” di Fabrizio De Andrè)

e rido

Wednesday, June 9th, 2010

e rido perché penso a cosa c’è dietro un sogno. di quanto sia semplice la nostra storia. a cosa c’è dietro l’essere il resto. e divenire protagonista. essere sempre quello che non si muove. e restare in continuo movimento. e rido. di tutto ciò che non ha strade al centro. di tutto quello che non ha troppo da spiegare. dei sorrisi dolci. delle espressioni lievi sopra la pelle. le carezze morbide sfiorano il petto. ancora tutti i pezzi all’aria. ogni giorno. nuovo come mai. e rido di me. dei miei perduti percorsi, tra le cose che non capirò mai. e rido del coraggio di ogni linea immaginaria che divide il tempo. la maniera trita. il fermo star alto del fiore che trovo. nell’angolo asciutto che fa spazio al nuovo. ovunque. ovunque tu sarai.

“vedi cara, è difficile a spiegare,
è difficile parlare dei fantasmi di una mente.
vedi cara, tutto quel che posso dire
è che cambio un po’ ogni giorno, è che sono differente.
vedi cara, certe volte sono in cielo
come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà.
vedi cara, è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già…

vedi cara, certe crisi son soltanto
segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire.
vedi cara certi giorni sono un anno,
certe frasi sono un niente che non serve più sentire.
vedi cara le stagioni ed i sorrisi
son denari che van spesi con dovuta proprietà.
vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già. [...]“

(da “vedi cara” di francesco guccini)

il giro

Monday, June 7th, 2010

eppure è solo lunedi. i soliti quadri appesi. le solite curve. ma una storia nuova da raccontare. i soffitti dipinti di un acceso colore, l’eleganza dei passi. di danza. la superficie del suolo riscalda. svanisce l’ombra. si intrecciano foglie e fuoco. un canovaccio appeso. a raccontare. il prossimo giro in cui giocare.

“i’ve been holding out so long
i’ve been sleeping all alone
Lord I miss you
i’ve been hanging on the phone
i’ve been sleeping all alone
i want to kiss you [...]“

(da “miss you” dei rolling stones)