Archive for the ‘parole’ Category

lo spazio di una sera

Monday, August 23rd, 2010

lo spazio di una sera. le luci soffuse sopra la città. la gente raccolta. cammina ed esulta. lo spazio di una sera. i lunghi occhi e la tua eleganza. i contorni. le strade strette. le case ad una ad una, appoggiate come su rami. lo spazio di una sera. il respiro trattenuto. le solite storie. i passi veloci tra la gente. i calici riempiono le tavole. una mano al volto. ad appoggiare il mento. fisso una stella e li rimango per ore. attorno le voci. attorno tutti i giri della mia visione. il tuo silenzio condito di dolcezza, le braccia tese. una notte ancora. la sera sta per finire. ed io sento il tuo cuore gioire.

la più bella

Monday, August 2nd, 2010

scegliere, strappare, perdersi, ricominciare. sdraiarsi di notte nel mezzo di una strada. fermarsi a guardare. un tuffo profondo a toccare il fondo. siamo partiti. abbiamo messo ogni tipo di provvista dentro la stanza. una rivista. i titoli sbiaditi ritrovano colore. un odore. tutto intorno gira veloce. la pace. avvolgersi. cadere giù. in un manto di petali di rose. le spose. deliziose. ho scelto. ho scelto la più bella.

“Da dove siamo nati?
Dall’amore.
Come saremmo perduti?
Senza amore.
Cosa ci aiuta a superarci?
L’amore.
Si può trovare anche l’amore?
Con amore.
Cosa abbrevia il pianto?
L’amore.
Cosa deve unirci sempre?
L’amore.”

(Da dove siamo nati? J.W.Goethe)

la quiete

Wednesday, July 21st, 2010

la quiete. il coordinato agire che diventa pace. si sogna in modo regolare. l’evoluzione. il movimento continuo del cuore. le strade percorse ancora da accarezzare. si piegano gli alberi. si rivestono i frutti. la quiete. l’orologio fermo sul davanzale. i nostri fogli bianchi. i colori appesi. quasi a doverli aspettare. i desideri costeggiano l’anima. non sono ossessioni. sono la vita che lenta penetra le vene. rende tutto normale. semplice. ma caparbio e tenace. il cammino ancora distante. ma visibile. la quiete e la sua sete.

il prossimo

Thursday, July 15th, 2010

è da domenica che rifletto su questa lettura.

Vangelo Lc 10,25-37
Chi è il mio prossimo?
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così»

per il mare

Monday, July 12th, 2010

leggero. il movimento impavido. il rumore materiale cadente. nulla è più uguale. tutto il mare. riempie il vecchio star male. di gioia e di visione. di solito navigare. per il mare. senza paure. per il mare.

e poi, domani.

Wednesday, June 23rd, 2010

e nella nebbia. i fuochi si intravedono. si sente il vento trascinare le paure. lasciamole cadere. in questo nostro profondo ardore. il tempo, si il tempo ci saprà curare.

“Vengano infine le alte allegrie,
le ardenti aurore, le notti calme,
venga la pace agognata, le armonie,
e il riscatto del frutto, e il fiore delle anime.
Che vengano, amor mio, perché questi giorni
son di stanchezza mortale,
di rabbia e agonia
e nulla.”

(“vengano infine” di José Saramago)

tra le tue braccia

Wednesday, June 16th, 2010

tra le tue braccia. abbandonata poesia. si raccoglie. una rosa tra le onde.

” ne la nave
che si scuote,
con le navi che percuote
di un’aurora
sulla prora
splende un occhio
incandescente:
(il mio passo
solitario
beve l’ombra
per il Quais)
ne la luce
uniforme
da le navi
a la città
solo il passo
che a la notte
solitario
si percuote
per la notte
dalle navi
solitario
ripercuote:
così vasta
così ambigua
per la notte
così pura!
l’acqua (il mare
che n’esala?)
a le rotte
ne la notte
batte: cieco
per le rotte
dentro l’occhio
disumano
de la notte
di un destino
ne la notte
più lontano
per le rotte
de la notte
il mio passo
batte botte.”

(“batte botte” di dino campana)

dria

Tuesday, June 15th, 2010

immerso in un verso. in una striscia di mare. in uno scorcio di sogno quotidiano. lo spiraglio per la corrente. nascono fiori in ogni parte del prato specchiato. sugli scogli. i diamanti nascosti. i mucchi di ricordi sospesi sopra la banchina. la mia vita in un pugno fragile. l’equilibrio inuguale. e mi perdo. il sole batte forte sul petto. a volte non mi lascia vedere. e allora torno indietro e mi riconosco. ma la nave sta per salpare. la nave sta per salpare. ed io, benché non sia un marinaio … non so aspettare… il mare saprà accogliere il mio vagare.

“e ‘nt’a barca du vin ghe naveghiemu ‘nsc’i scheuggi
emigranti du rìe cu’i cioi ‘nt’i euggi
finché u matin crescià da puéilu rechéugge
frè di ganeuffeni e dè figge
bacan d’a corda marsa d’aegua e de sä
che a ne liga e a ne porta ‘nte ‘na creuza de mä.”

(da “creuza de mä” di Fabrizio De Andrè)

dormi

Monday, June 14th, 2010

ieri il toro, non è riuscito ad arrivare alla serie A. sarà per il prossimo anno. ne sono certo. soffriremo ancora un pò. ma il giorno ha comunque un colore diverso oggi. è successo qualcosa che lo ha tinto di te. dei risvegli insoliti ad un tempo, il primo, fatto di abbandoni. dormi.

“mentre dormi ti proteggo
e ti sfioro con le dita
ti respiro e ti trattengo
per averti per sempre

oltre il tempo di questo momento
arrivo in fondo ai tuoi occhi
quando mi abbracci e sorridi
se mi stringi forte fino a ricambiarmi l’anima

questa notte senza luna adesso
vola.. tra coriandoli di cielo
e manciate di spuma di mare
adesso vola [...]“

(da “mentre dormi” di max gazzè)

love

Thursday, June 10th, 2010

la giusta direzione. audace e necessaria libertà. i soffi violenti che rubano il cuore. la bellezza. il corpo si muove. e non si trovano più le giuste parole.

“[...] and I’m only here
to bring you free love
let’s make it clear
that this is free love
no hidden catch
no strings attached
just free love
no hidden catch
no strings attached
just free love

i’ve been running like you
i’ve been running like you
now you understand why I’m running scared
now you understand why I’m running scared [...]”

(da “freelove” dei depeche mode)