tutti i vasi vuoti sopra il tavolo della cucina. in pentola le diverse marmellate che ho iniziato a cucinare. ciò che serve per una giornata diversa. i colori. i sapori. il calore. le colline e il mare. un paio di fette biscottate. burro (ma si!). una tazza di te ai frutti di bosco. la marmellata calda che sta per arrivare. la raccolgo con il mestolo. e poi riempio tutti i vasetti che ho riciclato dopo averne consumato il contenuto in qualche secondo. ma questa volta, la marmellata è mia. come tutte le mie fette di vita. quelle che non torneranno più e quelle che invece stanno per arrivare. quelle che vivrò. ad un certo punto, la vita la distingui per le cose buone, per le cose meno buone e quelle che non posso definire buone. le distingui chiaramente e cadi nel tranello dei possibili rimorsi o rimpianti. le marmellate vanno tenute distinte. la marmellata di solitudini, di amici, di compagni e di comparse. di amori. di dolori e di paure. di gioie. di assenze. di presenze. e poi in un mattino caldo, dove il grano esprime il miglior verde, il cielo sembra disegnato e il mare non fa neanche rumore, decidi di mescolare un poco di ogni marmellata su una stessa fetta biscottata. la tua vita. la tua unicità. la tua eternità. il passo lungo. un salto. un piccolo salto. a capirci. e un soffio di burro.
“if the sun refused to shine, i would still be loving you.
when mountains crumble to the sea, there will still be you and me.”
“se il sole si rifiutasse di splendere, io ti amerei comunque.
quando le montagne crolleranno nel mare, io e te ci saremo ancora.”
(da “thank you” dei Led Zeppelin)
due degli ingredienti dei miei primi 20 anni? sono racchiusi in questo pezzo dei Led Zeppelin , “thank you“, che vi propongo. i Led Zeppelin sono stati la mia storia, anche perché un fratello più grande di molto, ti sveglia ogni giorno al suo orario e con la musica che più gli piace. sta di fatto che a casa mia c’è da sempre la collezione di tutti o quasi i vinile del gruppo americano. conosco le canzoni ad una ad una. molte sono legate a momenti particolari. e non capita poi tanto spesso di ascoltarli ancora. la versione che vi propongo è di Chris Cornell, il cantante dei Soundgarden. altro gruppo che ha segnato la mia evoluzione (spero) nel mondo musicale, era il tempo del “grange”, era tanto tempo fa.